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Informazioni su federiconardelli

Federico Nardelli (Trento - 1977) Fotografo professionista dal 2006, si è diplomato con il massimo dei voti al Corso Triennale dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma. E’ titolare del Walden Photo Studio a Trento dove si è specializzato in ritrattistica (famiglia, prenatal, corporate); è fotografo ufficiale dell’Università degli Studi di Trento e per il “il T - Quotidiano Autonomo del Trentino Alto Adige/Südtirol “ realizza foto servizi giornalistici di cronaca, eventi e sport.

il Motoscafo Aeromere

Nel 1959/60 la Aeromere Spa di Trento, parallelamente alla costruzione dei tre nuovi modelli del Capriolo, anche per meglio valorizzare alcune maestranze che si erano specializzate nella lavorazione del legno in campo aeronautico, progettò e mise in produzione dei motoscafi entrobordo.

Dalla pubblicità dell’epoca e dalle offerte trasmesse dalla Società ai potenziali clienti, abbiamo indivuato i seguenti tipi:

1. Motoscafo cabinato tipo “Ranger”

Trattasi di un cruiser da 8 metri con finiture di lusso, 4 cuccette, cucine, servizi, posto marinaio, equipaggiato con 2 motori tipo Alfa Romeo Giulietta, versione marina, HP 2×78 (S.A.E.) che gli permettono di sviluppare una velocità di oltre 50 Km/h

2. Motoscafo “Giulietta De Luxe”

Un entrobordo di 6 posti  e di 5 metri di lunghezza che raggiungeva la velocità di 54 Km/h

Pubblicità originale del Motoscafo Aeromere – Giulietta Plein Air

3. Motoscafo Giulietta “Plein Air”

La lunghezza dello scafo era di metri 5,10 e il motore tipo Giulietta T.I  che gli consentiva di superare la velocità di 54 Km/h. Veniva fornito completo di ancora con cavo, cuscini per sedili, materassini prendisole in gommapiuma, due pagaie di cui una a mezzomarinaio, fanaleria regolamentare, cappa da notte impermeabile, parabrezza in plexiglass, contagiri, manometro olio, indicatore carica dinamo.

Pubblicità originale del Motoscafo Aeromere – Giulietta Plein Air

4. Motoscafo “Viscount”

Questo motoscafo aveva le seguenti caratteristiche: lunghezza metri 5,50, rifiniture di lusso, fiancate in doppio fasciame con struttura brevettata “no end”, interno in faggio, esterno in mogano con verniciatura a sei strati, fondo lamellare corazzato, equipaggiato con motore Interceptor di hp 150 (S.A.E)

Pubblicità originale del Motoscafo Aeromere – Giulietta Plein Air e Giuletta De Luxe

.. e alcuni originali documenti e comunicazioni con i clienti dell’epoca!

Registro Storico Capriolo

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Facce Soddisfatte – 1954

𝐹𝑎𝑐𝑐𝑒 𝑠𝑜𝑑𝑑𝑖𝑠𝑓𝑎𝑡𝑡𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑂𝑙𝑑𝑎:

𝑡𝑟𝑒 𝑒𝑥 𝑒𝑞𝑢𝑜 𝑓𝑟𝑎 𝑓𝑎𝑛𝑔𝑜 𝑒 𝑛𝑒𝑣𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎

𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑟𝑟𝑎̀ 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟

𝑙𝑒 𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑎𝑡𝑚𝑜𝑠𝑓𝑒𝑟𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒.

𝑀𝑎𝑟𝑖𝑜𝑡𝑡𝑖 – 𝑅𝑒 – 𝐶𝑎𝑚𝑒𝑟𝑎𝑛𝑖 – 𝐹𝑎𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖

dall’archivio del pilota Roberto Camerani – Registro Storico Capriolo

W il Capriolo .. in questo caso 3 Sport 75 Prima Serie.🦌

PS: si può notare come i 3 Sport abbiano il comando gas Rapid, non di serie, ma molto più facile la sostituzione del cavo in caso di rottura in gara.

Registro Storico Capriolo

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Un robusto destriero

1953 – Riva del Garda (Trento)
I Capriolo sono praticamente appena nati e subito vengono trasformati in robusti destrieri per tornei e gimkane. Nelle città e nelle provincie diventavano protagonisti di sfide epiche da romanzo cavalleresco. Le foto dell’epoca che con grande piacere riceviamo sempre da appassionati e amici ci proiettano in quegli anni passati, con emozione.
Grazie Fabrizio ed Elisabetta per questa foto di Renzo Parisi (classe 1925) in sella a un Aero Caproni Capriolo 75!

W il Capriolo

da Gianni Caproni a Mario Rigatti

13/9/1952
Una cartolina , una storia di amicizia e di passione per l’avventura e per il Capriolo.
Il nostro amico e socio onorario Roberto Rigatti, ci ha mandato la fotografia di questo “cimelio” , una cartolina inviata da Gianni Caproni a suo padre Mario durante le sue epiche avventure sui primissimi Capriolo.
Una grande amicizia tra due grandi uomini, Gianni Caproni e Mario Rigatti , aviatore decorato con la medaglia d’oro al valor militare, che fu anche Concessionario Capriolo qualche anno dopo.

“Arco – Monaco – Francoforte – Amburgo – Amsterdam – Anversa – Dunquerque – Dover – Londra – Bristol – Southampton – IN CAPRIOLO
Tutto benissimo Cordiali saluti”

e come poteva essere diversamente?!!

Rovereto: un raduno degli amici di concessionaria di Mario Rigatti (al centro vestito di bianco, alla sua destra il figlio Roberto).
Tanti Capriolo ma anche NSU, Quickly, Fox100 e altre.
CAPRIOLO CENTO50 150 AERO CAPRONI RIGATTI MARIO

Registro Storico Capriolo

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Storia di un ritrovamento – 1999

di Andrea Fassina 

Riportiamo integralmente una storia, vissuta prima e scritto poi da Andrea Fassina, all’epoca studente universitario, nel 1999.

In quell’anno internet era appena agli inizi, anni luce distante da come lo viviamo oggi.

La passione per il nostro motorismo d’epoca si alimentava quasi esclusivamente con la carta stampata, nei mercatini e fiere e con le relazioni “fisiche” tra le persone. E’ giusto sottolinearlo affinchè chi non c’era in quegli anni o non si ricorda possa maggiormente apprezzare l’impresa formidabile di Andrea.

Lo zio di cui parla era Elvio, un Capriolista con la C maiuscola, che ricordiamo con affetto.

Le fotografie sono le scansione delle originali che ci aveva mandato.

I concetti di passione, determinazione e amore famigliare vivono tra queste righe.

sabato 13 novembre 1999

Storia di un ritrovamento

Non capita tutti i giorni che ti venga chiesto di ricercare una rara  moto italiana  vecchia di 40 anni, in America, partendo poi da una sola foto presa da un giornale motoristico italiano,  pubblicato due anni fa.

Tutto è iniziato quando avevo chiesto a mio zio , collezionista e amante delle Capriolo, di accompagnarmi all’Aeroporto. “Dov’è che vai?” “A Los Angeles zio, devo fare un  esame universitario.” “A Los Angeles?!?. Ho io qualcosa da farti fare.”

E così è stato. Prima di partire mi ha dato una foto e il numero di telefono dell’agenzia  fotografica americana che aveva venduto la foto al giornale italiano.

Per un mese avevo tentato tutti i giorni di chiamare l’agenzia ma mi sentivo sempre rispondere: “Sorry mr. Andrea, we didn’t…  scusi signor Andrea non abbiamo avuto tempo di cercare, provi fra due o tre giorni, e poi il giornalista non lavora  più qui …etc. etc.”

Dopo aver sentito per l’ultima volta questo messaggio e, avendo l’impressione che non avessero la voglia di aiutarmi ho deciso di recarmi di persona. Il fatto è che non sapevo dove fosse questa agenzia, e non volevo farmi dare il loro indirizzo telefonicamente perché non volevo avvertirli che arrivavo. Così ho provato a chiamare la società dei telefoni sperando che fosse come la nostra  telecom che perlomeno se tu gli comunichi il numero di  un utente loro ti danno l’indirizzo. Magari! Non sono abilitati a farlo, se tu non gli comunichi la zona dell’utente, zona che non potevo sapere . Così ho fatto chiamare l’agenzia da una terza persona per scoprire che non dovevo restare a L0s Angeles ma spostarmi a Santa Barbara, a circa un’ora e mezza da dov’ero io.

Così ho noleggiato una macchina, e una volta arrivato lì ho trovato un tassista gentile che si è offerto di indicarmi la strada.  Pensavo di trovare un grosso edificio industriale, ma, man mano che mi avvicinavo mi rendevo conto di essere in una zona  residenziale, ed è stata una sorpresa enorme vedere che l’agenzia era costituita da una famiglia di due coniugi .Appena entrato  ho chiesto subito del fotografo alla persona che mi aveva accolto, ed era lui stesso. “Bene gli ho detto, lei mi dice sempre che non ha tempo, meno ne ho io. Le do 100$ per ogni informazione riguardo a quella motocicletta.” Mi ricorderò sempre come mi ha guardato quell’uomo :un po’ intontito un po’ sorpreso. L’effetto della proposta è stato che si è messo subito in cerca tra i suoi schedari e, nel tempo di 10 minuti mi ha dato foto, indirizzo, ha chiamato il padrone della moto, si è fatto dire se la vendeva e mi ha dato la pianta per raggiungerlo. Cosa fanno i soldi, cose da non credere. Ero contento, ma ero anche timoroso di aver sbagliato, non sapevo se mio zio avrebbe condiviso l’idea che prendessi la   machina a noleggio e pagassi per le informazioni. Ma quando l’ho chiamato  mi ha detto: “Bravissimo amore, fai quello che vuoi ma portami a casa la moto.”

Impossibile non fotografare l’iconico Golden Gate Bridge di San Francisco, anche se sì è lì per altri motivi!

La moto si trovava a San Josè a circa 50 minuti da S. Francisco, il che mi aveva fatto imbestialire perché a S. Francisco c’ero stato il giorno prima per visitarla. Parlare con il padrone della motocicletta per mettersi d’accordo su come e quando vederci  è stato un vero calvario, poichè non si poteva parlare direttamente con lui a causa del suo lavoro. Ripresi il viaggio in aereo per raggiugere al più presto San Josè.Il primo appuntamento l’abbiamo avuto dopo pochi giorni a casa sua. Mio zio mi aveva inviato tutti numeri di telaio e motore e alcune caratteristiche da controllare. Il venditore aveva preparato la moto in giardino, io mi ero armato di macchina fotografica. Ho  spedito le foto subito via Internet in modo che potesse vederle il giorno stesso. La contrattazione è stata estenuante. Nel frattempo ero sempre in contatto con mio zio, (lo avrò chiamato 10 volte quella sera!,) e in Italia era notte, lui però di sicuro non dormiva. Contrattammo. Gli diedi un acconto e me ne andai.

Se pensate che sia finita vi sbagliate, avevamo comperato la moto ma bisognava spedirla in Italia . Credo che organizzare la spedizione sia stata la cosa più estenuante. Da L. Angeles mi ero messo d’accordo con uno spedizioniere. Ci dovevamo incontrare a casa del venditore, dovevo assicurarmi che lui caricasse la moto nel camion e infine dovevo pagare la moto. Ma di lui non si è vista traccia, mentre ero in volo aveva lasciato  un messaggio che non si fidava di spedire moto d’epoca. Dove trovavo uno spedizioniere quella sera stessa? Non mi fidavo di tornare a L. Angeles  avendo già pagato la moto e delegato il venditore per la spedizione. Sono andato a dormire in un hotel, uno di quelli dove arrivi con l’auto davanti alle camere. Il giorno dopo ho trovato uno spedizioniere, ma per il ritiro immediato e la spedizione in Italia voleva che pagassi in anticipo la cassa in legno.

Tornato felicemente a L. Angeles confermo a mio zio che la merce era partita. Il giorno dopo però  la società di spedizioni mi chiama per avvertirmi che non può spedire la moto per due motivi: per il pagamento, che volevano anticipato perché era un privato, (problema  che ho subito risolto dando loro le coordinate di una ditta di mia conoscenza), e perché mancava il certificato di registro automobilistico della California, e senza questo la moto non può uscire dagli USA. Mi sono sentito distrutto, ero arrivato in fine, avevo trovato la moto, l’avevo comprata, ma non riuscivo a spedirla. Non sapevo che fare fino a che il signore che mi ospitava mi ha dato un idea: “Puoi farla passare per una moto artigianale, usata solo per divertimento e che non ha mai circolato per strada, non servono quei documenti per tali moto” Così feci.

Parto per l’Italia dove sono sicuro di arrivare in concomitanza con la moto. Ma dopo cinque giorni dal mio arrivo, di moto neanche l’ombra. La società italiana adibita allo sdoganamento ci informa che secondo lei non è mai partita perché non gli era mai pervenuto nessun documento al riguardo.  Mio zio comincia ad andare in escandescenza. Chiamo la società di spedizioni in America e mi dicono che la moto è ferma all’aeroporto,  perché la cassa è stata aperta. Mio zio cominciava a non ragionare più  “Ecco, questi mi mandano giù un paracarro…..!!”  Aveva ragione di essere preoccupato perché il venditore era sembrato veramente un tipo losco (per parlare al telefono con lui bisognava chiamare la moglie prima, e poi lui ti richiamava). Il giorno dopo vengo a sapere che era stata bloccata per vedere se gli idrocarburi (olio e benzina) erano stati levati prima del volo e che il giorno stesso sarebbe partita.

5 giorni dopo è arrivata in Italia. Mio zio era come un bambino che aspetta il Natale, non stava più nella pelle. Ora .dopo tante vicissitudini ha tra i suoi gioielli una delle due 125 4 T. regolarità a 5 marce, moto di elevatissimo valore storico e sentimentale che è stata condotta dal campione  Iolao Strenghetto oltre che da mio zio.

    Andrea Fassina

Studente universitario facoltà di economia Ca’ Foscari Venezia.

L’uscita dal furgone del corriere.
Poca luce = foto mossa garantita , con le macchine fotografiche analogiche di quegli anni
ARRIVATA!
Elvio Fassina come il giorno di Natale !!
l’apertura! ogni appassionato capisce quale può essere stata l’emozione.
accurati controlli: E’ proprio il Capriolo 125 Regolarità appartenuto alla squadra corse Aeromere e a Jolao Strenghetto!
Dopo aver percorso le strade più accidentate d’Europa, vinto innumerevoli gare e portato altissima la bandiera del Capriolo,
negli anni’60 era volato negli Stati Uniti.
Una protagonista della storia motoristica e culturale italiana è tornata a casa! CAPRIOLO 125 AEROMERE Regolarità 5 marce
e pochi mesi dopo alla Fiera di Padova,  ospite d’onore ad arricchire ulteriormente lo stand del REGISTRO STORICO CAPRIOLO
da sinistra: Vito Perini, Jolao Strenghetto, Franco Nardelli, Massimo Caproni, Elvio Fassina e Luciano Alessandrini.


Qualche anno dopo, grazie alla nostra segnalazione, il giornalista Giorgio Pozzi riportò questa storia sul numero 6 della rivista Motociclismo d’Epoca (2002), ampliandola con interessanti informazioni tecniche e storiche.

MOTOCICLISMO D’EPOCA 6/2002
MOTOCICLISMO D’EPOCA 6/2002

Registro Storico Capriolo

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1954 – Fabbrica Caproni – stabilimento di Trento

1954 – Fabbrica Caproni – stabilimento di Trento

1954 ing.Emilio Volcan,cav.Giuseppe Raggio, dott. Dario nardelli, sig. Savio, sig. Dona’ rispettivamente Dirigente tecnico/progettista, direttore generale,direttore amministrativo, responsabili commerciali @REGISTRO STORICO CAPRIOLO

Una fotografia ufficiale della dirigenza insieme ad alcuni piloti.

da sinistra: Ing.Emilio Volcan direttore tecnico-progettista, Cav. Giuseppe Raggio direttore generale, Dott. Dario Nardelli direttore amministrativo e i sig.ri Savio e Dona’ responsabili commerciali.

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Motociclismo – 21 aprile 1956 

🇮🇹 Motociclismo – 21 aprile 1956 🏁 La squadra Capriolo 75cc. “Derivate” di serie Piloti, da sinistra: Lodovico Facchinelli, Ziliol, Guido Mariani, Carlo Benzoni e Jolao Strenghetto. (La foto è stata scattata in Piazza Dante a Trento. Alle loro spalle, Minosse). La squadra Capriolo 75cc “Sport” Piloti, da sinistra: Claudio Galliani, Biasi, Maffei, Petri, Sardelli. @FEDERICO NARDELLI CAPRIOLO;AERO;CAPRONI;TRENTO;MOTOCICLISMO;1956; APRILE;42;16;
🇮🇹 Motociclismo – 21 aprile 1956 🏁 La squadra Capriolo 75cc. “Derivate” di serie Piloti, da sinistra: Lodovico Facchinelli, Ziliol, Guido Mariani, Carlo Benzoni e Jolao Strenghetto. (La foto è stata scattata in Piazza Dante a Trento. Alle loro spalle, Minosse). La squadra Capriolo 75cc “Sport” Piloti, da sinistra: Claudio Galliani, Biasi, Maffei, Petri, Sardelli. @FEDERICO NARDELLI CAPRIOLO;AERO;CAPRONI;TRENTO;MOTOCICLISMO;1956; APRILE;42;16;

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POESIA l’era en “Capriolo” di Renzo Francescotti

disegno di Pierluigi Negriolli

Questa poesia di Renzo Francescotti, in dialetto trentino, magari non tutti la capiscono. Ma anche i motori a volte hanno suoni che non si capiscono ma piacciono lo stesso, no? 

Gàvevo na moto a vinti ani
– sècoi fa e l’altréri -:
l’era en “Capriolo”.

Na moto enventada dal Bepi
Perini, anca lu a vinti ani:
(l’è mort a vintiòtoprovando en novo modél
sula strada da Arco a Ceniga:
l’è na dent coi so pei
a l’ospedal e no i s’ha nascòrti
che el gaveva l’aorta rota).

L’era bel velezaren tra le garze de nebia
e pareàne de sol
travers le Dolomiti:
rolar su en vers el Role
-en sela con na bela
passar el Sèla-
gobo nar zo per la Gòbera.

Gran moto el “Capriolo”:
en la palta, en la nef,
sula strada pu orenda
la neva da parona,
na moto da legenda.
Dopo dese ani l’ho venduda:
son sta en mona…

Ades la not la ensogno:
me vedo rampegar
en sela al “Capriolo”
col fanal che desmissia i pèzi
su zengie scure,
contro na luna angossada,
da forca:
come i caobòi de John Ford o i gitani de Garcia Lorca.

poesia di Renzo Francescotti

..e questo tuonante disegno dell’artista Pierluigi Negriolli ci sembra perfetto.

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Un’opera d’arte

Ci segnalano che una delle opere trafugate al Louvre potrebbe interessare a qualche appassionato Capriolista! 🦌 Scherzi a parte, abbiamo interpellato la “Facilitatrice Artificiale” (l’Intelligenza, chi più chi meno, appartiene all’uomo dai) e guardate che simpatico risultato! Il soggetto è frutto di ingegno, creatività e tenacia tutte unicamente umane 💪🇮🇹 W il Capriolo e tutte ciò che si fa con le mani! (Motore Aero Caproni Capriolo 75 Turismo – 1952 | Sergio Airoldi e Angela Negri ) 2025 @FEDERICO NARDELLI

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Un Capriolo “luccicante”. di Luigi Monari

Capriolo 100 Aeromere

Un Capriolo “luccicante”.

Oggi abbiamo ricevuto per posta una storia che ci ha molto emozionato perchè conosciamo il valore affettivo che un “piccolo” Capriolo può avere. Segna un’epoca, un periodo della vita, una persona cara e carissima.

Sono queste le storie che alimentano la passione per queste motociclette, con tutti i valori che portano con sè.

Grazie a Luigi per aver condiviso con noi del Registro Storico Capriolo e adesso con voi appassionati e amici questa bella storia di amore per la propria famiglia ..con un Capriolo.

Mi chiamo Luigi Monari e abito a Nonantola, in provincia di Modena e ho 66 anni.

Mio padre, Marino Monari, deceduto un anno fa a 94 anni, comprò nel 1962 il Capriolo di cui allego le foto.

Io facevo la prima elementare. Prima di questo, aveva il  modello precedente di Capriolo.

Ebbene, questa moto lo ha accompagnato per tutta la vita e ne era orgoglioso. Ha retto per oltre 60 anni ed è ancora perfettamente funzionante.

Col Capriolo ha fatto lunghi viaggi ( Genova, Venezia, Ancona, Firenze….) a trovare i miei zii ( erano in 10, tra fratelli e sorelle).

Quando è venuto a mancare, ho deciso di rimettere la moto a nuovo ( funzionava perfettamente, appunto, ma ho voluto renderla  “luccicante”).

Anche io ho iniziato ( di nascosto da mio padre, a quattordici anni) a girare sul Capriolo e ad appassionarmi.

Quando  vedo il Capriolo , mi sembra ancora di vedere  arrivare mio padre ,sorridente, di ritorno dal lavoro.

E’ incredibile come un oggetto del genere riesca a rievocare chi lo guidava quotidianamente e a riportarlo davanti agli occhi della mente

Luigi Monari

Il Capriolo 100 Aeromere , protagonista della storia di Luigi e del suo papà Marino.

Registro Storico Capriolo

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ESPOSIZIONE SUBALPINA MOTO-CICLO MOTONAUTICA – TORINO 1957

Dal diario dei ricordi:

ESPOSIZIONE SUBALPINA MOTO-CICLO MOTONAUTICA

TORINO 1957

STAND DELLA CONCESSIONARIA CERESA:

Capriolo Sport 75, Capriolo Turismo 75, Capriolo 125, Capriolo Cento50 e anche il Capriolino NSU.

Quanta eleganza!

foto: Luigi Bertazzini

..e qualche anno dopo , nel 1999 alla Fiera di Padova.

AUTO DI OGNI EPOCA
FIERA DI PADOVA 1999
REGISTRO STORICO CAPRIOLO

Il nostro stand con Franco Nardelli, Marina Nardelli, Massimo Caproni, Cesare Ceresa, Angela Negri e Sergio Airoldi !

@archivio Angela Negri e Sergio Airoldi – Registro Storico Capriolo

AUTO DI OGNI EPOCA
FIERA DI PADOVA 1999
REGISTRO STORICO CAPRIOLO

LEGEND BIKE 1999

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Grande moto il piccolo Capriolo! di Bruno Barini

 Bruno! Grazie per l’energia che hai trasmesso con il tuo Capriolo domenica e GRAZIE per aver condiviso così perfettamente su Facebook lo spirito che ti anima e le emozioni che il Capriolo e il motorismo d’epoca fanno provare a tutti noi!! 

Condividiamo con grande piacere e orgoglio il tuo pensiero “a caldo” :

È una piccola moto e allo stesso tempo è una pietra storica italiana di un peso esagerato. Porta sul serbatoio lo stemma di famiglia di colui che con la sua intelligenza e forse con più follia ha dato vita alla prima grande industria aeronautica del mondo!

Dopo la fine della seconda guerra mondiale ha dovuto reinventare tutto e dagli aerei è passato alla costruzione di queste piccole ma tecnologiche motociclette.

Pilotarle è un’arte; entrare in sintonia con lei non è immediato, lei va ascoltata, và interpretata e tenuta a bada perché lei vuole sempre andare più veloce, sembra che sia autolesionista oppure incosciente dei danni che si può provocare ma lei adora girare alto, le piace urlare!

Il branco di Caprioli c’è, ma spesso i collezionisti tengono queste rarità chiuse gelosamente in salotto per paura di rovinarle, ma gli altri che la pensano come me, incuranti dei rischi le si porta su e giù per le montagne trentine in una eterna sfida contro sua maestà la salita.

Soffrono, si surriscaldano, sputano olio, ma non mollano mai!

Grande moto il piccolo Capriolo!

E gente favolosa i soci del Registro Storico Capriolo , amichevoli, disponibili, pazzi , divertenti e generosi.

Un sentito ringraziamento alla famiglia Caproni che ogni anno mi apre la porta della loro casa viziando me e gli altri partecipanti offrendoci tutto ciò che hanno dentro quella splendida casa museo.

Grazie alla famiglia Nardelli senza i quali questo raduno non sarebbe così completo e divertente.

E grazie a tutti i partecipanti perché siete veramente di compagnia.

Ora è giusto riposarmi ma se alla sera dopo avere fatto fuoristrada mi rimbomba nella testa la frase “dai gas” urlata sempre in quantità assurde; oggi mi addormento con la frase “vai piano che sei in rodaggio”.

Si ma la mia moto non lo sa e và!

Bruno Barini

XXVI° RADUNO INTERNAZIONALE CAPRIOLO – ATTRAVERSO IL BOSCO CAPRONI

XXVI° RADUNO INTERNAZIONALE CAPRIOLO6 LUGLIO 2025

ecco finalmente i dettagli del nostro XXVI° Raduno Internazionale Capriolo. Domenica 6 luglio prossimo, partenza come sempre da Massone d’Arco. Attraverseremo il Bosco Caproni per poi proseguire lungo la valle dei Laghi fino a Terlago. Poi una piccola salita fino a Candriai (poco dislivello, morbido) e discesa a Trento dove pranzeremo al Ristorante “Al Posto Giusto” di proprietà del figlio del mitico campionissimo Jolao Strenghetto. Vedrete qualche bel cimelio capriolistico! Quest’anno novità: lasciamo in pace la selvaggina per goderci un delizioso menù di pesce.

..ed ecco le cartoline della giornata!

Hartmut, da sempre amico e presente a tutti i nostri raduni con la nuova entrata Vittoria Caproni di Taliedo (foto di Bruno Barini)
Tutti noi davanti a Villa Caproni a Massone d’Arco
i giovanissimi Alessandro e Vittoria alla partenza a Massone d’Arco
In testa il nostro porta bandiera Sergio Airoldi, che guida il gruppo all’inizio della salito verso la Braila
Spettacolare vista sulla città e  Castello di Arco  mentre saliamo al Bosco Caproni
Attraverso il bosco Caproni, Bruno in testa
Tutti in gruppo lungo la strada delle marocche di Dro verso il lago di Cavedine!
Battute e sorrisi durante il raggruppamento a Castel Drena: Alessando con Massimo Caproni di Taliedo
A Terlago ci hanno sicuramente sentito passare!
Arrivo in impennata al Ristorante “Al Posto Giusto ” di Trento – foto Daniele Mosna
Capriolisti insieme al ristorante “Al Posto Giusto” con l’amico Paolo Strenghetto!
foto Daniele Mosna

Lo speciale riconoscimento , in sella la mitico Capriolo Sport 75 Prima serie del nostro Sergio!

a Sergio Airoldi, portabandiera del Registro Storico che da sempre porta in sella l’amore e la cura della tradizione per il Capriolo.
Con profonda riconoscenza, stima e amicizia. (Registro Storico Capriolo)

Paolo Strenghetto consegna il riconoscimento speciale al nostro CAMPIONE e PORTABANDIERA del Registro Storico Capriolo SERGIO AIROLDI.

Un momento molto emozionante per tutti! GRAZIE SERGIO con la tua ANGELA !

..e il giorno seguente

Caffè e giornale? Oggi anche in prima pagina su l’Adige, primo quotidiano quotidiano della provincia di Trento. W il Capriolo!!

La nostra Vittoria su Capriolo 75 in prima pagina de L’Adige – Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige !
Grazie Fabio Peterlongo e Foto Daniele Mosna per l’articolo e il foto servizio!!
W il Capriolo !
La nostra Vittoria su Capriolo 75 in prima pagina de L’Adige – Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige !
Grazie Fabio Peterlongo e Foto Daniele Mosna per l’articolo e il foto servizio!!
W il Capriolo !

Un’altro bell’articolo su LA BUSA – Alto Garda News!

Speciale anche quest’anno il trofeo ricordo del nostro raduno. Una realizzazione di Rizzi Creazioni Artistiche con il logo e le miniature di alcuni modelli iconici di Capriolo!

Registro Storico Capriolo

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1956 – Massimo Caproni

MASSIMO CAPRONI HANNOVER @FEDERICO NARDELLI

𝟭𝟵𝟱𝟲.
Uɴ ɢɪᴏᴠᴀɴᴇ sᴛᴜᴅᴇɴᴛᴇ, ᴅᴀ Rᴏᴍᴀ, sᴀʟᴇ sᴜʟ sᴜᴏ Cᴀᴘʀɪᴏʟᴏ Sᴘᴏʀᴛ ᴄᴀʀɪᴄᴏ ᴅᴇʟʟ’ᴇssᴇɴᴢɪᴀʟᴇ ᴍᴀ ᴄʜᴇ ᴘᴇʀ ᴜɴ ᴠɪᴀɢɢɪᴏ ᴅɪ ᴘɪᴜ̀ ᴅɪ ᴍɪʟʟᴇ ᴄʜɪʟᴏᴍᴇᴛʀɪ ᴇ̀ ᴄᴏᴍᴜɴǫᴜᴇ ᴜɴᴀ ɢʀᴀɴᴅᴇ ɪɴɢᴏᴍʙʀᴏ.. ᴀɴᴢɪ ɢʀᴀɴᴅɪssɪᴍᴏ, ᴄᴏᴍᴇ ʟᴏ sᴘɪʀɪᴛᴏ ᴅɪ ǫᴜᴇsᴛᴏ ɢɪᴏᴠᴀɴᴇ ᴜᴏᴍᴏ. Vᴀ ᴀ ᴛʀᴏᴠᴀʀᴇ ɪ sᴜᴏɪ ꜰᴀᴍɪɢʟɪᴀʀɪ ᴀ Sᴛᴏᴄᴄᴀʀᴅᴀ, ᴀᴛᴛʀᴀᴠᴇʀsᴏ ǫᴜᴇʟʟᴀ ᴄʜᴇ ʜᴀ sᴇᴍᴘʀᴇ ᴅᴇꜰɪɴɪᴛᴏ ʟᴀ sᴜᴀ “Pɪsᴛᴀ” ᴘʀᴇꜰᴇʀɪᴛᴀ: ʟᴀ sᴛʀᴀᴅᴀ ᴀᴛᴛʀᴀᴠᴇʀsᴏ ɪʟ ᴘᴀssᴏ ᴅɪ Sᴀɴ Gᴏᴛᴛᴀʀᴅᴏ.
Uɴᴀ ꜰᴇʀᴍᴀᴛᴀ ᴅ’ᴏʙʙʟɪɢᴏ, ᴘᴇʀ ᴛᴜᴛᴛᴇ ʟᴇ ɢɪᴜsᴛᴇ ʀᴀɢɪᴏɴɪ ᴅᴇʟ ᴍᴏɴᴅᴏ, ᴀᴅ Aʀᴄᴏ ᴅɪ Tʀᴇɴᴛᴏ: ᴄᴀsᴀ ᴇ ᴜɴᴀ ꜰᴇʀᴠᴇɴᴛᴇ ᴏᴘᴇʀᴏsᴀ Oꜰꜰɪᴄɪɴᴀ ᴍᴇᴄᴄᴀɴɪᴄᴀ ᴄʜᴇ ᴘᴏʀᴛᴀ ɪʟ sᴜᴏ sᴛᴇssᴏ ɴᴏᴍᴇ CAPRONI. Dᴇᴛᴇʀᴍɪɴᴀᴢɪᴏɴᴇ, ʟᴇɢɢᴇʀᴇᴢᴢᴀ ᴇ ᴘᴀssɪᴏɴᴇ.
E ᴠɪᴀ ᴀɴᴄᴏʀᴀ, ᴄɪᴀᴏ MASSIMO!

(foto archivio privato FAMIGLIA CAPRONI – @ Registro Storico Capriolo)

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Sei Giorni Internazionale di Garmisch – 1958  – Jolao Strenghetto

6 giorni

Sei Giorni Internazionale di Garmisch – 1958 

“𝘑𝘰𝘭𝘢𝘰 𝘚𝘵𝘳𝘦𝘯𝘨𝘩𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘴𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘢𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘮𝘪𝘯𝘶𝘴𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘮𝘰𝘯𝘰𝘢𝘭𝘣𝘦𝘳𝘰 𝘢 4 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘪, 𝘩𝘢 𝘴𝘣𝘢𝘭𝘰𝘳𝘥𝘪𝘵𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘭𝘢 𝘵𝘳𝘦𝘮𝘦𝘯𝘥𝘢 𝘧𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘯𝘦𝘴𝘴𝘶𝘯 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘲𝘶𝘪𝘴𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘤𝘰𝘴𝘪̀ 𝘭’𝘢𝘮𝘣𝘪𝘵𝘢 𝘮𝘦𝘥𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘥’𝘰𝘳𝘰”.

Quante belle emozioni sfogliando i ritagli di giornale d’poca del nostro amico, appassionato da sempre, Luigi!

6 giorni

#capriolo #caproni #aeromere #aerocaproni

Registro Storico Capriolo

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UNA TUTA ORIGINALE CAPRONI TRENTO!

TUTA LAVORO ORIGINALE CAPRONI TRENTO @REGISTRO STORICO CAPRIOLO

FOTO DAL PASSATO CHE CI RIPORTANO TESORI!

Proprio così è andata. Cercando e parlando nei posti della passione: i mercati dell’usato. 

Due chiacchere con Marco, sfogliando vecchie cartoline e fotografie storiche della mia città, Trento. Scopro che suo nonno negli anni ’50 lavorava alla Caproni e che conserva ancora qualche fotografia di quegli anni. Ci accordiamo per un incontro e l’emozione per quello che potrei riscoprire, come sempre, è tanta.

Un piccolo tesoro di fotografie della squadra Aero Caproni alla Milano-Taranto del 1954. Piloti, meccanici e tanto “colore” (anche se le foto sono naturalmente in bianco e nero!).

La grande sorpresa arriva quando ci stiamo salutando. La mamma di Marco, che per tutto il tempo ha condito di ricordi e aneddoti l’album di fotografie che stiamo sfogliando mi dice:

“Ho ancora la tuta di mio papà Marino, quando lavorava lì”.

TUTA LAVORO ORIGINALE CAPRONI TRENTO @REGISTRO STORICO CAPRIOLO

Sono sicuro che ogni appassionato può immaginare cosa ho provato in quel momento..

E come se fosse passata solo una settimana dall’ultima volta che l’ha presa in mano, a colpo sicuro apre l’armadio ed eccola!

UNA TUTA ORIGINALE CON LO STEMMA CAPRONI TRENTO!

L’avevo vista in diverse fotografie storiche che come Registro Storico abbiamo raccolto da tempo (e stiamo raccogliendo sempre!) ma avere di fronte un pezzettino di passato legato a un mondo che amiamo così tanto ha un sapore sempre speciale.

Certo, è “solo” una tuta.. ma quanta vita porta con sè!

TUTA LAVORO ORIGINALE CAPRONI TRENTO @REGISTRO STORICO CAPRIOLO
TUTA CAPRONI TRENTO
..come quelle in dotazione ai tecnici CAPRONI
1954 – Squadra Aero Caproni TRENTO alla Milano – Taranto
1954 – Sergio Blasi su Capriolo Corsa alla Milano – Taranto

Registro Storico Capriolo

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#caproni #aerocaproni #capriolo #aero #aeromere

Dall’archivio personale del mitico corridore Gian Pio Ottone, grande cuore sportivo che ha letteralmente LANCIATO la Capriolo nelle prime gare degli anni ’50

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Dopo la premiazione allo stand Caproni nel 1954 a Vigevano  e l’originale targa riconoscimento ancora appesa alla parete!