A 50 e Giuseppe Perini

Giuseppe Perini con il Cav. raggio, al centro con il prototipo di A 50. A destra l’ingegner Ugo Turazza responsabile tecnico. Arco di Trento 1952

Giuseppe Perini, un autodidatta geniale che si è fatto da sé. Classe 1925 di Riva del Garda, dopo le scuole professionali entra alla Caproni di Arco come semplice operaio, diventerà in poco tempo capo officina. Nel 1950 egli progetta e costruisce un ciclomotore sperimentale, ha una cilindrata di 50 cc, ma lamenta un grosso difetto: l’accensione è a pedali, perciò non può andare su strade a rapido scorrimento. Non se ne fa niente: di questo modello, circolano un paio di esemplari, ma non verrà mai messo in produzione. Perini si mette allora di buona lena: disegna una moto leggera, ne realizza il prototipo, con motore 75 cc su un telaio artigianale che ricalca però quello della moto Bmw. Lo collauda pure. Si chiama moto Capriolo 75 ed è presentata per la prima volta alla XXIX Fiera Internazionale del Ciclo e del Motociclo che si tiene a Milano dal 12 al 20 gennaio 1952. In questo stesso 1952 inizia la produzione del Capriolo 75 su scala industriale. Nell’officina di Arco escono i motori, in quella di Gardolo i telai e si procede all’assemblaggio delle moto. C’è un sincronismo perfetto tra i due stabilimenti.

Presentazione dei primi 6 motori della capriolo 75 (1951)
In alto:Vito Perini e Bortolo Gobbi.
Sotto da sinistra: Gino Uez, Enrico Galvagni, Giuseppe Perini, ing.Ugo Turazza, Gino Fattorelli e Primo Rigo

il n.1 dell’A 50
Le caratteristiche principali del futuro Capriolo 75 sono già presenti nella sua architettura : ovviamente presenta anche la pedaliera perché richiesta obbligatoriamente per la omologazione come ciclomotore.
Fu montato sul telaio realizzato dalla stessa Caproni su progetto dell’ingegnere genovese Alfredo Capellino ed ebbe il nome di CCC : Ciclo Capellino Caproni.
La foto ufficiale qui riprodotta mostra il motore nr.1 ,in pratica il prototipo dell’A50

CCC CAPRONI A 50

La produzione motociclistica della Aero Caproni Trento ha avuto inizio nel 1950 con la progettazione di un prototipo, denominato A50, di soli cinquanta centimetri cubici e realizzato, stando alla memoria del signor Vito Perini – dipendente all’epoca dello stabilimento di Arco (Tn) della Caproni – soltanto in due esemplari. Anche l’aspetto esterno del motore in questione richiama senza dubbio la struttura di quello che sarà il Capriolo 75.

Di questo ciclomotore non si sa molto, anche i numeri di produzione non sono noti ma sono stati molto bassi e non si conoscono esemplari sopravvissuti.

L’interessante di questo ciclomotore è che presenta già molte delle particolarità tecniche che
caratterizzeranno il Capriolo 75 e

Fotografie dell’epoca del motore 50cc

La situazione di mercato richiese però ben presto uno sviluppo del progetto A50 : verso un motociclo vero e proprio, eliminando i pedali da ciclomotore e aumentando la cilindrata fino a 75 cc, così da permetter il trasporto di un passeggero.( mezzi di lavoro, economia .consumi)

..e dal nostro archivio fotografico, eccolo in azione nel 1950 con il mitico Giuseppe Perini!

Quanto a Giuseppe Perini, egli studia altre soluzioni, nuove cilindrate e telai più confortevoli, ma gli tocca un triste destino: sulla strada che corre tra Arco e Ceniga collauda una sua nuova creatura, il Capriolo da gara “Giro d’Italia”. Ha un incidente stradale e muore a soli 28 anni. È il 4 maggio 1954

Dall’archivio personale della famiglia Perini di Arco.

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Registro Storico Capriolo

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