
Il periodico dell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero ospita un intervento del nostro Presidente Franco Nardelli sulla Mostra al Museo Caproni! Nelle pagine successive segue un interessante approfondimento sul Museo a cura di Giordana Detassis.
Grazie al Presidente dell’Associazione UFTE Mauro Verones per lo spazio che ci ha dedicato e buon lavoro.
Eccolo!
buona lettura !
IL CAPRIOLO, LA MOTO DEI TRENTINI
Nel 1951 la Aerocaproni di Trento ha progettato e quindi realizzato negli stabilimenti di Gardolo (TN) e di Arco la prima ed unica moto costruita in Regione.
Un piccolo capolavoro (di 75 cc) con quattro marce, molto bella, robusta, confortevole ed economica (un litro di benzina per 65 chilometri).
Il Capriolo viene subito apprezzato ed usato come mezzo per il lavoro e per lo svago prima dai Trentini, poi in tutta Italia ed anche all’estero grazie alle sue doti sportive che lo hanno visto vincitore nelle più importanti e famose gare dell’epoca (il Giro d’Italia, la Milano Taranto, la 12 ore di Imola).
Il 75 fino al 1957 viene prodotto nei modelli Turismo e Sport in circa 25.000 esemplari ed affiancato, nel 1953, dal Cento50 (la più piccola bicilindrica del mondo ) e quindi nel 1956 da un 125.
Difficoltà di mercato ed economiche (il graduale sopravvento delle quattro ruote), nella primavera del 1957, alla Aerocaproni subentra la Aeromere, una Società nata con il sostegno pubblico per garantire la continuità di lavoro a centinaia di operai.
La produzione dei Caprioli continua con la creazione di nuovi modelli (75, 125 e 100 Bondone), di aspetto più tradizionale, meno costosi ma comunque di altissima qualità, efficienza e gloria sportiva (nelle Sei giorni internazionali di Regolarità dal ‘58 al ‘61 si vedono vincitori di numerose medaglie d’oro, sia individuali che a squadre).
Fra i piloti si ricordano assieme ai trentini Facchinelli, Saiser, Nardin e Santuliana, i campionissimi Jolao Strenghetto e Claudio Galliani.
Verso la fine del 1962, si assiste, come per altre case motociclistiche italiane, alla chiusura della fabbrica; le ultime moto rimaste in magazzino (circa 2.000) sono vendute in blocco ad una Società americana di Philadelphia che continuò a venderle per alcuni anni.
Quasi dimenticato per oltre trent’anni, nel 1998, per volontà di alcuni appassionati, con alla testa Massimo Caproni e Franco Nardelli, il Capriolo ritorna a nuova vita con la costituzione del REGISTRO STORICO CAPRIOLO.
L’Associazione si propone di valorizzare quell’importante momento di crescita della realtà trentina e di ricordare, attraverso la ricerca di mezzi e di documentazione storica, la produzione motociclistica del Capriolo, sia per la sua conservazione che per il rispetto dell’originalità nel restauro.
Il Registro Storico, oltre alla presenza costante con un proprio stand espositivo prima alla Fiera di Padova, poi continuativamente a quella di Reggio Emilia, organizza ogni anno un Raduno internazionale che è giunto alla XXII edizione.
Quest’anno, con la collaborazione della Fondazione Museo Storico Trentino, si è coronato il sogno di celebrare solennemente il Capriolo con un’esposizione, presso il Museo dell’Aeronautica Caproni di Trento, dei modelli più significativi accompagnati dalla documentale narrazione, sotto il profilo tecnico e storico, della gloriosa produzione di una moto trentina.
La Mostra, denominata “Dalle Ali alle Ruote: il Capriolo. Epopea di una moto trentina (1951-1962)”, inaugurata il 25 giugno 2021, rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2021.
Il Presidente del Registro Storico Capriolo
Avv. Franco Nardelli
Registro Storico Capriolo
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